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Come affrontiamo la crisi ?
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Fuente de la foto: ekonomia.it

E’ un momentaccio. Sono aumentati i costi di petrolio, gas, benzina e trasporti. Sono aumentati i prezzi dell’asfalto di quasi il 600%, del cemento e del ferro di quasi il 300%. Sono lievitati,in alcuni casi non di poco, i costi di pane, pasta, latte, pesce, formaggi, salumi, frutta, verdura, caffè e mangimi. Le case automobilistiche hanno ridotto di molto il fatturato. In tale situazione, mentre aumentano i fallimenti, molte industrie sono state obbligate a sospendere la propria attività, altre a ridurre la produzione; il commercio è in calo; molti prodotti (ferro, materiale elettronico e alimenti) non si riescono a trovare; le scorte di frumento si stanno esaurendo. Stipendi e salari sono bloccati, con la conseguenza che le famiglie hanno visto ridotto il loro potere di acquisto e quindi sono obbligate a ridurre i consumi. Molti pensionati se pagano le bollette non riescono a mangiare. Le file presso gli istituti di beneficienza aumentano e molti possono permettersi un pasto caldo solo grazie alle iniziative caritatevoli. Qualcuno comincia a parlare di economia di guerra ed in effetti qualche giorno addietro è apparsa sui giornali la notizia che la Spagna ha iniziato a razionare luce e benzina imponendo significative restrizioni. A fronte di questo quadro allarmante si avverte un senso di smarrimento e si ha la netta sensazione che, a livello governativo, manca una strategia diretta a fronteggiare seriamente una situazione che è destinata a peggiorare e i cui sviluppi sono imprevedibili. E’ chiaro che sono necessari interventi forti e che non possono ridursi in aiuti una tantum o in sussidi. E’ invece il momento di attuare scelte dirette a rimettere in movimento una economia ferma e bloccare una inflazione che, in una situazione di stallo, è destinata ad aumentare sensibilmente nel momento in cui le imprese non potranno più assorbire, almeno in parte, gli aumenti che dovranno riversarsi per intero sul consumatore finale. Nella attuale situazione è necessario mettere le aziende nelle condizioni di riprendere a lavorare con serenità, (facilitando il credito e gli investimenti), favorire le imprese (aumentando crediti di imposta) creare le condizioni per facilitare le vendite (calmierare i costi di gas e benzina), ridurre le tasse sul lavoro, stringere accordi commerciali a livello istituzionale, ridurre la burocrazia per favorire la realizzazione di impianti come le energie rinnovabili. Personalmente ho la sensazione che politici e burocrati siamo distratti dalla guerra in Ucrania e siano impegnati solo ad esportare libertà e democrazia dimenticando che non è mai libera la persona che non si riesce a soddisfare le esigenze primarie della vita e non può condurre una vita dignitosa.

Autores: D.A.

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